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PROGETTO DI STUDIO SULLA RISORSA IDRICA SOTTERRANEA A PIANOSA

Tenews, 7 febbraio 2018

Lo scorso 25 gennaio è stato firmato un importante accordo di collaborazione scientifica tra il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, l'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa e il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa.

L'accordo ha come scopo la prosecuzione dell'attività di monitoraggio quali-quantitativo della risorsa idrica sotterranea dell'Isola di Pianosa, con approfondimenti specifici ai fini di un piano di attingimento idrico più sicuro e sostenibile.

Il progetto, che ha trovato collaborazione anche nella Casa di Reclusione di Porto Azzurro, è stato voluto dal Parco grazie alla lungimiranza del Consiglio Direttivo, in particolare del consigliere Dott. Alessandro Damiani geologo elbano e all'attenzione del Direttore Dott.ssa Franca Zanichelli, che hanno compreso l'importanza della conoscenza, del monitoraggio e della gestione della risorsa idrica, sempre preziosa, in particolare su un'isola così delicata come Pianosa.

Risorsa idrica sotterranea

L'Isola di Pianosa, una delle più caratteristiche dell'Arcipelago Toscano, ha un elevatissimo pregio ambientale ed è sottoposta ad un flusso turistico estremamente controllato. È noto come il sottosuolo dell'isola contenga un'importante riserva idrica che attualmente riesce a soddisfare le esigenze idropotabili e irrigue di coloro che vi risiedono (è presente anche la sede distaccata del penitenziario di Porto Azzurro), nonché dei turisti in transito.

"Contrariamente a quanto alcuni sostenevano, un po' per convinzione, un po' seguendo leggende d'altri tempi, i dati scientifici attualmente a disposizione suggeriscono che la risorsa idrica pianosina non abbia origini particolarmente lontane (Isola d'Elba o addirittura Corsica), ma sia alimentata essenzialmente dalla poca acqua piovana che cade sull'isola e che trova un terreno permeabile per infiltrarsi". Questo ci raccontano i due geologi, il Dott. Marco Doveri (CNR - Pisa) e il Prof. Roberto Giannecchini (Università di Pisa), a capo del gruppo di ricerca che da alcuni anni studia questa preziosa risorsa. Lo studio riguarda i meccanismi di ricarica dell'acquifero e soprattutto la sua vulnerabilità sia allo sfruttamento che alla contaminazione dall'acqua di mare, grande nemica dell'acqua sotterranea.

"Ma Pianosa - continuano i due studiosi - proprio perché pressoché incontaminata, è anche un laboratorio strategico con cui seguire l'evoluzione nel tempo della risorsa idrica in funzione dei cambiamenti climatici, contribuendo così alla comprensione dei possibili effetti sull'ambiente e sulla vita dell'isola, ma anche del contesto Mediterraneo in cui si inserisce".Pianosa oggi si regge praticamente su un unico pozzo, vecchio, e questo importante studio cercherà di dare risposte anche per una maggiore sicurezza idropotabile, senza trascurare la sostenibilità del sistema acquifero.

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