pianosa

"GRANDE FRATELLO" NELLE ISOLE TOSCANE CONTRO LA PESCA DI FRODO

La Nazione, 9 marzo 2016

"Grande fratello" nelle isole toscane contro la pesca di frodo.
Rete di telecamere contro chi viola i divieti di accesso e di pesca nel paradiso dell'Arcipelago.

Centum oculi era uno dei motti del condottiero seicentesco Raimondo Montecuccoli, autore degli aforismi sull'arte della guerra. Motto che adesso è diventato, attualizzandolo con la tecnologia wireless, il più sofisticato sistema di controllo contro la pesca abusiva del Parco nazionale dell'arcipelago toscano.

"Non siamo al grande fratello di Orwell - sottolinea con un filo d'ironia il presidente dell'Ente parco, Giampiero Sammuri - ma la portata del progetto è quasi altrettanto rivoluzionaria. Tutte le isole comprese nel parco sono dotate di decine di telecamere in collegamento attraverso una rete web con una nostra centrale di sorveglianza in grado di inquadrare, registrare e anche ingrandire le immagini di chi dovesse violare i divieti di accesso e di pesca. Un progetto in fase di avanzata realizzazione - avverte Sammuri - che ad oggi è costato un milione di euro e ne costerà un altro quando la rete sarà, entro pochi mesi, completata".

Finanziata dal ministero dell'Ambiente, la rete di sorveglianza è già operativa su Pianosa - con 15 telecamere - e Montecristo, circa altrettante, è in fase di completamento sull'Elba e sta per essere installata anche su Capraia e Gorgona, Giglio e Giannutri.

L'isola di Pianosa (foto Germogli)

"A Montecristo - dice ancora Sammuri - ha già dato i primi risultati. Ed è bene che pescatori e diportisti ricordino che le registrazioni filmate del sistema hanno valenza probatoria in tribunale". Non si scappa nemmeno di notte perché delle decine di telecamere installate sui punti più panoramici delle isole da sorvegliare, alcune sono termiche, operano cioè nel campo degli infrarossi.

Almeno fino a 500 metri di distanza dalla costa, la sorveglianza dovrebbe essere totale: le telecamere sono dotate di potenti zoom, manovrabili direttamente dalla centrale del Parco oppure in automatico, e registrano fino a mezzo chilometro di distanza la targa dei mezzi nautici intercettati. In certi casi potranno far intervenire anche gli elicotteri della Forestale o della Guardia Costiera, per "beccare" i trasgressori prima che possano allontanarsi.

Uno dei problemi delle reti di sorveglianza è la manutenzione degli apparati. Che essendo su punti cospicui e lontani dagli abitati sono soggetti all'aerosol salmastro, alle deiezioni dei gabbiani, al vento. Ma il Parco ha un contratto di manutenzione continua con la società che sta installando le cineprese. Che a loro volta sono dotate di allarmi in caso di malfunzionamento. In sostanza, secondo il parco non si scappa dai Centum Oculi della rete. Pescatori e "pirati" nautici sono avvertiti.

Antonio Fulvi

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