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IL GIALLO DEI RESTI DI CERVI NELLA GROTTA DI PIANOSA

Il Tirreno, 15 gennaio 2014

Saranno studiati in Danimarca i fossili scoperti dall'equipe di Luca Foresi.
Le analisi serviranno a datare i reperti: si pensa possano risalire all'era glaciale

In viaggio per la Danimarca i resti dell'era glaciale di Pianosa. Tra i reperti anche tre crani di cervidi, scoperti la scorsa estate da Luca Foresi e dalla sua equipe di archeologi del dipartimento di scienze fisiche della terra e dell'ambiente dell'Università di Siena. Tracce importanti che dicono come Pianosa sia un pozzo di storia e di scienza, grazie alla seconda campagna di scavi presso la Grotta di Cala di Biagio, poco a nord di Punta Secca. Non solo, il parco farà su tutto ciò una mostra nella prossima estate.

alt file "Il materiale raccolto è stato catalogato, - dice Foresi - abbiamo fatto la relazione alla Soprintendenza ed è stata inoltrata domanda per il replay della ricerca. A febbraio un nostro ricercatore sarà al Nordic Laboratory for Luminescence Dating, in Danimarca per completare gli studi dei reperti. Incrociando le dita otterremo un risultato, che potrà confermare le nostre supposizioni. L'importante è che si ottenga un risultato attendibile".

L'impresa maggiore, dopo lo scavo, è quella della datazione del materiale ritrovato. "Nella prossima campagna - prosegue Foresi - indagheremo una porzione che è sepolta e senz'altro è ancora più antica.
La scarsità di fondi nel settore è pesante però il Parco ha mostrato interesse in questa ricerca e assieme organizzeremo una mostra in estate alla Casa del Parco, sulla geologia di Pianosa e sulle nostre ricerche. I due crani degli esemplari maschi hanno riacquisito i loro palchi col restauro. Il cranio della femmina non ha avuto bisogno di molte cure.

alt file Per lo studio dei resti ossei, nel mio gruppo ci sono due specialisti: Paolo Boscato e Francesco Boschin del mio dipartimento, ma per affrontare meglio lo studio abbiamo coinvolto anche Lorenzo Rook dell'Università di Firenze.
Sempre a Firenze ho chiesto collaborazione per delle analisi sul contenuto pollinico dei sedimenti, nei quali i reperti sono contenuti. Adele Bertini eseguirà queste analisi e se i pollini si fossero conservati e se saranno significativi si potrà tentare una ricostruzione dell'ambiente pianosino al tempo in cui questi cervidi vi pascolavano".
Molto importante è stabilire l'età dei reperti.

Rimarca Foresi. "Ancora non possiamo esprimerci se non con delle interpretazioni e si suppone che questi reperti risalgano all'ultimo periodo glaciale, quando il livello marino era più basso e Pianosa collegata tramite l'Elba al continente. Questa secondo me era una situazione necessaria alla presenza di questi animali nel territorio pianosino, ma alla fine si tratta di una supposizione, anche se fondata".

Stefano Bramanti

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