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Una nuova casa del Parco a Pianosa

Il Tirreno, 30 giugno 2013

Una nuova casa del Parco a Pianosa
Inaugurata la sede sopra Cala Giovanna: un segnale di speranza per l'isola che le istituzioni intendono salvare dal degrado

Un tesoro architettonico, archeologico e della storia, racchiuso in 10,3 chilometri quadrati di territorio piatto, come disteso sul livello del mare. Quindici anni fa, quando il carcere di massima sicurezza venne chiuso definitivamente, Pianosa fu inclusa nel Parco nazionale dell' Arcipelago. Ma in questi anni non è stato semplice risollevare le sorti dell'isola prima legata a doppio filo con la storia del penitenziario, poi guidata verso un percorso faticoso di recupero, salvaguardia e sviluppo turistico. Intanto il degrado, progressivamente, ha attaccato le case e i manufatti del paese, in lotta contro l'abbandono.

Ma quanto accaduto ieri mattina, di fronte alle autorità e a decine di visitatori, è un segnale di speranza per l'ex Isola del Diavolo. Il Parco avrà una sede territoriale, una Casa del Parco che potrà ogni giorno accogliere il pubblico che sbarcherà sull'isola. L'edificio di proprietà demaniale è stato restaurato grazie ai fondi del ministero dell'Ambiente. Ieri il presidente del Parco Giampiero Sammuri ha tagliato il nastro inaugurando la struttura che sarà aperta tutta l'estate.

L'inaugurazione del centro visite è stata un'occasione per le istituzioni presenti, che hanno rinnovato la volontà sottrarre l'ex isola del Diavolo al degrado. «D' accordo con il sindaco Segnini e con le istituzioni coinvolte - ha spiegato il presidente del Parco Sammuri - stiamo ragionando su come rilanciare l'isola, in modo che questo patrimonio non sia lasciato al degrado. Pianosa ha un valore storico, naturalistico e archeologico eccezionale».

Con Sammuri e il direttore del Parco Franca Zanichelli c'erano il sindaco di Campo Segnini e rappresentanze di tutte le istituzioni, dal ministero dell'ambiente, alla Regione e Provincia, fino alla Soprintendenza e alla forze dell'ordine e la polizia penitenziaria, presente sull'isola per seguire i detenuti in stato di semilibertà che si occupano dei lavori di manutenzione.
«Pianosa è un' isola di proprietà quasi completamente pubblica che, tuttavia, è rimasta chiusa per anni ai visitatori - ha spiegato l'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson - anche dal punto di vista urbanistico quest'isola ha un patrimonio che va salvaguardato. Credo sia importante studiare un programma congiunto per non perdere questo patrimonio e per cercare, con il giusto equilibrio, occasioni per lo sviluppo economico».

I tanti visitatori sbarcati con ilmezzo navale diAquavision hanno girato in lungo e in largo l'isola, su cui da tempo sono aperti un punto ristoro e un albergo, gestito dalla Cooperativa San Giacomo. Il paese arroccato sopra il porticciolo antico, un autentico gioiello accarezzato dal mare, è affascinante e ricco di storia, ma seriamente attaccato dalle crepe e dalla ruggine. La nuova sede del Parco che si affaccia su Cala Giovanna, appena ristrutturata, è l'unico edificio che non mostra i segni del tempo.

«Consideriamo Pianosa un pezzo del nostro territorio comunale - ha spiegato il sindaco Vanno Segnini - negli anni abbiamo lavorato per rilanciare l'isola, prima portando un collegamento marittimo che non c'era, poi abbiamo ricreato l'assistenza a terra con il ristorante e l'l'hotel, quindi è stato garantito l'approvigionamento idrico. Quello di stamani è un altro passo verso lo sviluppo e la valorizzazione dell'isola».

Luca Centini

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