pianosapianosa

VERSO IL RITORNO AL CARCERE, ALA RIAPRE PER 40 DETENUTI

Il Tirreno Extra, 11 giugno 2013

Verso il ritorno al carcere, ala riapre per 40 detenuti.
A Sembolello i reclusi in semilibertà che lavoreranno alla manutenzione dell'isola
Il presidente Rossi: «Siamo d'accordo, a patto che non sia sacrificato il turismo»

Una diramazione del carcere di Pianosa potrebbe presto riaprire i battenti per ospitare fino a un massimo di 40 detenuti, dopo ben 15 anni dalla chiusura della struttura penitenziaria. Non si tratterebbe, è bene precisare, di un ritorno repentino agli anni del carcere di massima sicurezza, bensì ad un'intensificazione delle attività di lavoro e, quindi, dell'utilizzo di detenuti in stato di semilibertà sull'ex isola del Diavolo. L'ipotesi sarà discussa in un incontro che si terrà il 19 giugno.

Le indiscrezioni, trapelate già nei giorni scorsi negli ambienti della polizia penitenziaria, hanno trovato riscontro in un documento del Provveditorato toscano, nel quale il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria spiega di aver «approvato e condiviso l'ipotesi presentata» dallo stesso Provveditorato che prevede la riapertura parziale del carcere, ovvero della diramazione Sembolello per ospitare fino a 40 detenuti in regime di semilibertà. Un primo passo di un progetto ben più ampio, e ancora tutto da verificare, che mirerebbe a riaprire tutta la struttura di Pianosa che può ospitare fino a 500 detenuti. Ma su quest'idea, a cui il ministro Cancellieri sembra guardare con interesse, le convergenze necessarie non sono affatto scontate.

Aumento delle presenze. L'utilizzo dei detenuti in stato di semilibertà a Pianosa non è una novità: attualmente i detenuti di Porto Azzurro che si occupano di interventi di manutenzione e bonifica sull'isola oscillano dalle quattro alle sette unità. L'idea di portare a 40 i detenuti è legata al progetto definito nei contenuti ma non ancora firmato tra l'amministrazione, il Comune di Campo nell'Elba e il Parco, che punta a rivitalizzare l'isola, «attraverso – si legge nel documento del Provveditorato – la collaborazione tra le istituzioni e la suddivisione dei compiti». In pratica i detenuti saranno impegnati nella bonifica e nella manutenzione delle aree praticabili di Pianosa, con la necessaria riapertura del presidio fisso di polizia penitenziaria (nei giorni scorsi i sindacati si sono detti contrari a questa ipotesi).

Il personale di polizia controllerà gli accessi all'isola con turno notturno su Sembolello, dove dormiranno i detenuti. Dovrebbero essere 4 le unità aggiunte in arrivo dalla Regione che si sommeranno alle attuali unità distaccate a Pianosa (4).

La svolta. Il progetto di Pianosa viene letto in modo positivo da chi, da tempo, ha riscontrato un repentino calo delle attività lavorative all'interno del carcere elbano di Porto Azzurro. Anche per questo la lettura del presidente della Regione Enrico Rossi sulla riapertura parziale del carcere è positiva. «Sulla riapertura del carcere nell'isola di Pianosa la Regione ha una posizione collaborativa purché l'isola rimanga turisticamente accessibile e si intervenga per ridurre la pressione carceraria sulle altre strutture presenti in Toscana».

Del resto, il punto interrogativo più importante riguarda la convivenza tra la ripresa, seppur contenuta, delle attività del carcere, con lo sviluppo turistico dell'isola, basti pensare che il prossimo 29 giugno il Parco nazionale aprirà proprio a Pianosa - nella struttura di Villa Literno - il nuovo centro visite. «A quanto ne sappiamo non parlerei di una vera riapertura del carcere, bensì di un'intensificazione della presenza di detenuti che saranno impiegati per le attività di bonifica e manutenzione dell'isola – fa sapere il presidente del Parco, Giampiero Sammuri – Se sono preoccupato per la convivenza tra il carcere e il turismo? L'esempio di Gorgona, dove il carcere è attivo, ci spiega che i due aspetti possono coesistere».

torna indietro