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CAMPAGNA DI CATTURA PER LE CORNACCHIE E I GATTI SELVATICI

Il Tirreno Extra, 30 aprile 2013

Il Parco nazionale dell'Arcipelago vuole catturare gli ospiti sgraditi di Pianosa «Sono invasivi e mettono a rischio la vita delle specie protette»

La loro presenza a Pianosa è fin troppo invasiva. Tanto che, ormai da anni, il Parco è impegnato in campagne di cattura necessarie per tenere sotto controllo la loro proliferazione. Stiamo parlando della cornacchia grigia e del gatto selvatico, due animali che, con l'ex isola del diavolo, non dovrebbero avere niente a che fare. E che invece, una volta sbarcati in quel lembo di terra, sono diventati un incubo per l'equilibrio delicato dell'habitat di Pianosa e per la sopravvivenza di alcune specie protette, in particolare gli uccelli che nidificano sugli alberi e a terra.

A tale proposito il Parco nazionale ha stanziato un contributo pari a 3.200 euro e affidato l'incarico a un professionista toscano, Iacopo Corsi, che dovrà occuparsi della campagna di cattura per l'anno 2013 sia della cornacchia grigia che dei gatti inselvatichiti. L'obiettivo dichiarato dal Parco e inseguito ormai da anni è quello di controllare la riproduzione delle specie “aliene”, salvaguardando la sopravvivenza delle specie importanti per la biodiversità dell'isola.

La cornacchia mangiatutto. Fino a qualche anno fa non hanno messo il becco a Pianosa. Ma oggi, grazie alla loro rapida espansione all'Elba, le cornacchie grigie sono arrivate anche sull'isola piatta, fino a raggiungere - nel 2009 - le 200 unità. Animali onnivori, ci hanno messo poco per invadere il campo occupato dagli altri volatili, mettendo a repentaglio in particolar modo le uova e i piccoli degli uccelli che nidificano sugli alberi. Tra questi alcune specie protette come l'Averla piccola, considerata a rischio estinzione dalla Comunità europea, e l'Upupa.

Ormai dal 2009 il Parco porta avanti a cadenza più o meno regolare campagne di cattura della cornacchia grigia, che servono per tenere sotto controllo il numero degli esemplari, in modo che non si alteri pericolosamente l'equilibrio dell'habitat di Pianosa. Per catturare le cornacchie grigie, specie cacciabile, gli esperti del Parco usano una trappola specifica, denominata “gabbia di Larsen”, costituita da due o tre scomparti con sportello a scatto nei quali i volatili vengono attirati con un richiamo. Con la nuova campagna di cattura il Parco conta di rimuovere da Pianosa almeno un centinaio di esemplari di cornacchia grigia.

I gatti golosi di uova. Non sono solo le cornacchie il bersaglio della campagna di cattura del Parco. In passato, infatti, qualcuno ha portato alcuni esemplari di gatti che adesso si sono riprodotti e imperversano sull'isola. La presenza di questi felini selvatici rappresenta un rischio costante per le uova depositate a terra di alcune specie protette come il Gabbiano corso e per gli uccelli migratori in arrivo dall'Africa che, stanchi per il lungo viaggio, diventano prede perfette per i gatti.

Il controllo del numero dei gatti è da anni, per il Parco, una priorità. Gli animali catturati con delle trappole ad hoc saranno poi sterilizzati e, quindi, portati nelle colonie feline dell'isola d'Elba. Un posto dove la loro presenza è di certo più gradita che a Pianosa.

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