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Invasione di zecche sull'isola di Pianosa. Colpiti i vacanzieri

Il Tirreno Extra, 23 maggio 2012

Invasione di zecche sull'isola di Pianosa. Colpiti i vacanzieri.
Una sgradevole sorpresa per i primi visitatori stagionali.
Zanichelli: "La disinfestazione spetta al Comune di Campo"

A Pianosa torna l'incubo zecche. Una storia che si ripete orma negli anni. Una storia già vista. I primi visitatori stagionali si sono imbattuti nei fastidiosi acari e alcuni di loro, una volta tornati a casa, se li sono ritrovati attaccati sulla pelle. Un problema, quello dei parassiti, non nuovo per l'ex Isola del Diavolo. Nel 2008 e nel 2009, infatti, la frazione del Comune di Campo nell'Elba è stata chiusa ai visitatori proprio per una maxi bonifica per eradicare le zecche e non è escluso che la decisione possa ripetersi. Ma quest'anno, senza la presenza della Croce Rossa che da un anno e mezzo ha abbandonato l'isola a causa degli altissimi costi di affitto dei locali, i turisti potrebbero decidere di non visitare la splendida isola dell'Arcipelago Toscano.

Le disavventure non sono capitate solo ai vacanzieri, ma anche agli elbani, come alla 32enne portoferraiese Serena Giardini, che fino a sabato scorso non era mai stata sull'isola piatta. La donna, addentrandosi nei sentieri del Parco, è venuta a contatto con i parassiti e, una volta a Portoferraio, gli animali hanno perfino contagiato il compagno, anche se per la coppia non ci sono state conseguenze per la salute. "Ho sempre dato poco peso alle numerose segnalazioni sulla presenza di pulci e zecche sull'isola - dice Serena Giardini - bollandole come leggende metropolitane, ma mio malgrado mi sono dovuta ricredere visto che alcuni parassiti hanno deciso di accompagnarmi a casa attaccandosi ai miei indumenti. E' normale - si chiede Giardini - che il Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano permetta che le persone prendano le zecche durante una visita a pagamento in un'area protetta?". "Sabato - continua Giardini - sull'isola erano presenti una dozzina di bambini che molto probabilmente saranno diventati come me, dei traghettatori inconsapevoli di zecche, e ci tengo a precisare che questi incontri particolari si fanno semplicemente camminando tra la vegetazione che, spontanea ed incontrastata, prende il controllo di Pianosa lasciandola all'incuria più totale".

Degrado, incuria, clima favorevole e presenza di animali preda come ratti, lepri e fagianì. Sono alcuni dei motivi che potrebbero spiegare l'eccessiva concentrazione di zecche sull'isola. "Specie che in alcuni casi potrebbero diventare pericolose - commenta l'ambientalista Carlo Gasparri - che forse si potevano disinfestare come accaduto con i ratti di Montecristo, dato che Pianosa ospita molti più turìsti. Non capisco come mai si siano spesi così tanti soldi per la derattizzazione, come dire un milione e 600 mila euro, mentre sulle zecche niente sia stato fatto".

Ma per la direttrice del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Franca Zanichelli, non bisogna creare allarmismi. "Le zecche quest'anno hanno sfruttato delle condizioni perfette per riprodursi e sono più numerose che in passato - dice - ma i turisti non devono spaventarsi: con un po' di attenzione le zecche non sono assolutamente pericolose. Se camminano sulla pelle basta toglierle come si fa con vespe e zanzare, mentre se si attaccano bisogna ugualmente stare tranquilli perché prima che diventino realmente nocive devono passare un certo numero di ore. Noi come Parco Nazionale - continua Zanichelli - a breve faremo tagliare l'erba lungo i sentieri, ma la disinfestazione spetta al Comune di Campo nell'Elba. In ogni caso - conclude Zanichelli - da anni sul nostro sito abbiamo avviato una campagna informativa anti-zecche e stiamo valutando di pubblicizzarla anche attraverso depliant cartacei da distribuire magari al momento dell'acquisto dei biglietti del traghetto".

Di sicuro occorre molta attenzione. Le zecche, infatti possono essere fastidiose ma non sono un pericolo per la salute. Una volta individuate vanno rimosse. Per quanto la presenza di zecche possa scoraggiare i turisti di Pianosa si potrà continuare ad andare sull'isola prendendo qualche precauzione. Intanto vestirsi con abiti chiari che rendono più facile l'individuazione delle zecche, coprire le estremità. Soprattutto inferiori con calze chiare e utilizzare pantaloni lunghi e un cappello. Meglio evitare di toccare l'erba e non addentrarsi nelle zone dove la vegetazione è alta.

Stefano Taglione

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