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UN FUTURO PER PIANOSA

Il Campese, 15 gennaio 2011

Quando mi si chiede di scrivere o parlare di Pianosa vengo aggredito da ricordi piacevoli, emozioni passate e tanta tristezza. Non per il tempo trascorso, ma per lo stato d'essere dell'isola. Ormai sono passati troppi anni dalla chiusura del carcere e le strutture più vecchie in calce e tufo o arenaria si stanno sgretolando sotto l'aggressione del vento e della rara pioggia autunnale.

Sterpi e parassiti infestano periodicamente l'isola. Pianosa, definita la "Sicilia del Tirreno" per il sole e la temperatura mite è stato un orto coltivato nei secoli con una macchia mediterranea non invadente, grazie al controllo e al lavoro dell'uomo. L'isola è stata sempre abitata dall'uomo fin dal Paleolitico, quando il livello del mare era molto più basso e l'isola era collegata all'Elba e al continente.

Testimonianze di ogni epoca della presenza umana e il grande valore geologico dell'isola hanno giustificato il vincolo del ministero dei Beni Culturali. I fondali marini raggiungono una batimetria di -50 metri a circa 1500 metri dalla costa, degradando dolcemente con una morfologia accogliente e varia, grazie al controllo di quasi 150 anni sulle attività di pesca professionale.

Con la chiusura del carcere del 1998, la comunità campese ha la possibilità di giocare un ruolo attivo per designare il futuro di questa frazione del nostro comune. Grazie all'attuale amministrazione siamo riusciti a costruire rapporti non conflittuali con gli altri enti e le numerose responsabilità che si sono espresse per l'isola. Quest'anno abbiamo con soddisfazione accolto l'ultima sentenza giuridica a nostro favore, che il Demanio aveva intentato contro la liquidazione degli usi civici a favore della comunità campese.

La priorità che il sindaco Segnini si è dato, è di ripristinare un trasporto navale tra Campo e Pianosa per tutto l'anno, per favorire la presenza dell'uomo oggi limitata a cinque soli residenti. Con il prossimo anno il Comune avrà la disponibilità di alcuni immobili e terreni pianosini, saranno come le "ultime uova del drago", l'inizio di una nuova vita isolana: ricostruire un nucleo di residenti, migliorando la fruizione e insieme – ci auguriamo – agli altri enti realizzare una serie di progetti a giustificazione del rispetto e dell'amore che questo territorio merita.

Giuseppe Foresi
Delegato per l'isola di Pianosa

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