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NON RIAPRIRÀ IL CARCERE DURO A PIANOSA

Il Tirreno Extra, 15 gennaio 2010

Non riaprirà il carcere duro a Pianosa.
Ma a Porto Azzurro mancano 50 agenti penitenziari

PORTO AZZURRO. Pianosa è salva. L'ipotesi di riaprire sull'isola il carcere duro sembra essere sparita dal piano carceri varato dal ministro Alfano. Pericolo scampato, insomma. Anche se sul versante elbano restano i problemi legati al penitenziario di Porto Azzurro.

In controtendenza rispetto alla situazione nazionale il carcere di Porto Azzurro non soffre di problemi di sovraffollamento. Ma non meno di altri penitenziari avrebbe bisogno di un numero maggiore di agenti di polizia penitenziaria in servizio di sorveglianza nei reparti.
A fronte degli attuali circa 300 carcerati detenuti a Porto Azzurro il personale è di appena 80 agenti, a cui si aggiungono altri 60 dipendenti nei servizi amministrativi o comunque diversi da quelli di sorveglianza.

«La carenza di organico è purtroppo una realtà - spiega il direttore della casa circondariale, Carlo Mazzerbo - sarebbero necessarie almeno 50 persone in più» Un incremento dell'organico proporzionale anche all'aumento del numero dei detenuti. Oggi 300, ma fino a poco fa circa 260. I nuovi arrivati sono stati sistemati nei locali del carcere ristrutturati dagli stessi detenuti «che hanno svolto - spiega Mazzerbo - un ottimo lavoro». L'impiego della manodopera presente all'interno del carcere ha consentito anche un consistente risparmio. «Affidare i lavori a una ditta esterna - conferma Mazzerbo - sarebbe costato di più».

Un impegno, quello dei carcerati nel mondo del lavoro sulle isole dell'Arcipelago, che potrebbe anche crescere_ In particolare a Pianosa. Per aumentare il numero dei detenuti in semilibertà che opera sull'isola, però, occorrono risorse. E al momento non ce ne sono anche se il progetto di valorizzazione dell'opera di tutela ambientale di queste persone a Pianosa convince sia la direzione carceraria che il Comune di Campo nell'Elba e il Parco dell'Arcipelago.

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