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FINANZIAMENTI EUROPEI A MONTECRISTO E PIANOSA

Il Tirreno Extra, 30 ottobre 2009

Un progetto da 800mila euro per la tutela ambientale.
Finanziamenti europei a Montecristo e Pianosa.

PORTOFERRAIO. Un progetto europeo per la salvaguardia della biodiversitā di Montecristo e dell'Arcipelago. Fondi che riguardano il programma Life e sono mirati ad azioni nei settori della conservazione della natura, della politica ambientale, dell'informazione e della comunicazione. Nel complesso rappresentano un investimento complessivo di 431 milioni di euro. L'Ue ne fornirā 207.5 milioni.
Per quanto riguarda le due isole dell'Arcipelago toscano, finanziamenti che sfiorano gli ottocentomila euro per progetti che riguardano Montecristo e Pianosa, due isole inserite nel Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. Un progetto che vede come capofila il Corpo forestale dello Stato di Follonica che si č avvalso anche e, soprattutto, della collaborazione del Parco nazionale.
Un progetto mirato a due isole che negli ultimi anni hanno subito la presenza invasiva sia di specie animali sia di vegetazione che di fatto ne hanno e ne stanno alterando l'intero habitat.

Per quanto riguarda Montecristo tutto parte da un concetto: l'isola č seriamente minacciata da parte della specie aliena invasiva di albero che č stato identificato come Ailanthus altissima. Un'altra minaccia per le specie indigene deriva dal notevole impatto dei ratti sui nidi e uova delle berte minori e altri uccelli marini.
Misure di controllo per eliminare queste due specie aliene sono ritenute necessarie. Misure che dovranno comunque non avere impatti negativi su una terza specie esotica, strettamente legata al territorio come dire la capra selvatica che č stato introdotto in epoca pre-romana e che di fatto ha prolificato sull'isola, anche e in particolar modo negli ultimi anni.
II progetto mira a eliminare due delle tre specie esotiche invasive, che hanno attualmente impatti locali sulla biodiversitā dell'isola di Montecristo come appunto il topo e l'Ailanthus e ridurre l'impatto della specie di capra senza perdere la sua presenza in loco allo stato selvatico o sottoporlo ai possibili effetti dell'avvelenamento dei ratti.

Ma si pensa anche a Pianosa dove vi č una minaccia per la specie del ginepro causata dalla diffusione di pini mentre le dune e scogliere con vegetazione delle coste mediterranee con Limonium sono minacciate dalle specie invasive come le acācie e l'alianto. Anche su Pianosa, anch'essa un'isola protetta, anche se meno isolata dalle attivitā umane, il problema delle specie di piante esotiche saranno prese in considerazione. Il progetto mira ad eradicare tre piante esotiche (Carpobrotus, Ailanthus e Acacia) che hanno ancora una distribuzione relativamente limitata. Una quarta specie (Pinus halepensis), che si č diffusa da piantagioni e sta lentamente invadendo l'habitat, sarā controllata su un terreno 10 ettari.

L'obiettivo finale č raggiungere lo scopo entro il triennio, anche pensando di operare su 200 ettari di aree che attualmente sono invase dall'alianto. Per quanto riguarda le capre saranno gestite e racchiuse in un'area di 2030 ettari, in concomitanza con un miglioramento dello stato di conservazione delle grandi formazioni di tutto l'abitat pianosino.
Ci saranno anche aree di sosta di foraggiamento per i migratori durante la sosta entro due anni della conclusione delle azioni del progetto.
Umberto Mazzantini č il portavoce di Legambiente per le isole minori. Dice: Ģ É la terza volta che l'Unione Europea finanzia progetti ambientali per quanto riguarda le isole dell'Arcipelago. É forse un caso unico in tutta Europa. Di certo si tratta di progetti molti importanti per l'ambiente intero di tutto l'arcipelagoģ.

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