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A PIANOSA NON SARÀ RIAPERTO IL SUPERCARCERE

Il Tirreno Extra, 15 maggio 2009

Ordine del giorno del governo sulla sicurezza, ma resta in piedi la possibilità di realizzare una centrale nucleare.
A Pianosa non sarà riaperto il carcere duro.

Niente supercarcere. Il Governo accoglie, come raccomandazione, l'ordine del giorno al disegno di legge sulla sicurezza e elimina questa possibilità. Silvia Velo, deputato del gruppo Partito democratico, è soddisfatta. Dice: «Avevo presentato un emendamento allo stesso disegno di legge ma con il voto di fiducia posto dal Governo l'unica strada possibile è stata quella dell'ordine del giorno impegnando il Governo a non inserire Pianosa, in quanto Parco naturale, tra quelle sedi in cui si potrebbero istituire istituti carcerari di cui all'articolo 41-bis». Un passo in avanti.

Rimarca Velo «Sono soddisfatta del risultato in quanto il Governo ha confermato l'impegno preso in sede di risposta all'interrogazione da me presentata, proseguendo nel percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico ed ambientale dell'Isola ed escludendo Pianosa sia dal Piano straordinario di edilizia penitenziaria che dall'ipotesi di riapertura del carcere per i detenuti sottoposti al regime del 41-bis». Rimane in piedi la possibilità di realizzare una centrale nucleare. Pianosa è infatti una delle sei possibili localizzazioni del nuclare italiano. Il primo sì del Parlamento al nucleare è arrivato. Il Senato ha approvato il ddl 1195 e ha apportato alcune modifiche all'articolo 14 che regola i principi e le direttive sulla costruzione delle centrali e lo stoccaggio delle scorie, e getta le basi per individuare i siti più idonei sul territorio nazionale.

Sarebbero solo sei, in tutto il Paese, i luoghi che tecnicamente potrebbero ospitare una centrale, considerando zone le sismiche, quelle a rischio alluvioni, quelle a rischio siccità, le coste in erosione e le città densamente popolate. Fra questi c'è Piarìosa.

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