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L'INTERVENTO. PIANOSA NON E' TERRA DI NESSUNO, MA UN BENE COMUNE

Il Tirreno Extra, 14 febbraio 2009

PIANOSA. E'una vera e propria sollevazione quella del partito dei difensori di Pianosa. A intervenire ora, affiancandosi al presidente del parco Tozzi, a Regione e Provincia e a Legambiente, è l'Associazione per la difesa di Pianosa, I'onlus guidata da Giuseppe Mazzei Braschi.

«Pianosa deve restare parco - esordisce Mazzei, che da tempo si impegna su ogni fronte per difendere l'isola piatta e che quindi non poteva tirarsi indietro ora che il Governo sta pianificando di riaprire il super-carcere - è un luogo stupendo, ricco di storia, emergenze archeologiche e ricchezze geologiche. Perché tornare alle camionette per le strade? Perché nuovamente cementificare per accogliere dei delinquenti? Perché quando si parla di mafia, camorra o anche nucleare, il pensiero corre sempre a Pianosa?. Questa non è la terra di nessun, come qualcuno vorrebbe far credere, ma un esempio di bene collettivo».

Mazzei Braschi ricorda che riaprire il carcere dopo 10 anni avrebbe anche grossi costi ecomnomici, oltre a danneggiare l'ambiente. «Nel 2009 - conclude il rappresentante dell'associazione ribadendo la propria volontà di impegnarsi in ogni modo perché il progetto del Governo non diventi realtà - la sicurezza non si ottiene con la segregazione su un'isola, ma con il controllo e con leggi severe».

Nei giorni scorsi a lanciare l'allarme per primi erano stati Legambiente e il presidente del Parco Mario Tozzi che aveva anche minacciato di incatenarsi per protestare contro il governo. Il decreto che prevede la riapertura delle carceri sulle isole è già stato votato dal Senato e ora passerà alla Camera.

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