pianosapianosa

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL'AMBIENTE

Parks.it, 12 febbraio 2009

Il Presidente del Parco Mario Tozzi scrive al Ministro contro il carcere duro a Pianosa.

Onorevole Ministro Prestigiacomo,

Come certamente saprà, il Disegno di Legge sulla Sicurezza, approvato dal Senato, è ora all'esame della Camera e prevede la riapertura di carceri speciali nelle isole per ospitare in detenuti in regime di 41 bis. Temiamo che, in questo quadro, anche Pianosa rischi di essere chiusa di nuovo alla fruizione dei cittadini e siamo fortemente contrari a questa ipotesi.

L'apertura di un carcere, funzionante con un grosso dispiegamento di agenti e di controlli per la sicurezza, comporterebbe costi infrastrutturali enormi, considerate le condizioni di fatiscenza delle strutture dell'Isola. Dunque nuova cementificazione, sottrazione del territorio alla natura, alla conservazione della biodiversità -nostro comune obbligo istituzionale- al turismo, alla ricerca scientifica (Pianosa Lab, Progetti Life) agli studi archeologici ( l'isola è interamente coperta da vincolo archeologico) e, non ultimo, alla fruizione dei cittadini. Spostare un mattone su una di queste isole costa forse quattro volte di più che non sul continente. Visto lo stato degli edifici, non si tratta di semplici ristrutturazioni o adattamenti, ma di vere e proprie ricostruzioni, che dovrebbero avvenire in barba a ogni valutazione di impatto, contro i vincoli europei (queste isole sono spesso SIC, Siti di Importanza Comunitaria, Direttiva Habitat e ZPS, Zone di Protezione Speciale, Direttiva Uccelli), quelli dei parchi nazionali e contro la volontà dei cittadini che traggono da quelle isole risorse economiche da non sottovalutare in tempi di magra. Anzi, è presumibile che il turismo del futuro tenderà a privilegiare proprio quelle zone di pregio ambientale rispetto a tutto il resto. E cosa troverà ? Muri di contenimento fuori misura, filo spinato e torrette di avvistamento, otre all'impossibilità di visita. A Pianosa (a meno di un'ora da Marina di Campo, nell'arcipelago toscano) si perderà così la possibilità di visitare il secondo complesso catacombale per importanza a nord di Roma, o il paese antico o, ancora, le ville imperiali romane, per non parlare dei siti di nidificazione del gabbiano corso, dei Maragoni dal ciuffo e delle Berte o degli straordinari fondali anch'essi ZPS. L'operazione sarebbe quanto meno antieconomica ed equivalente a voler fare degli uffici pubblici dentro il Colosseo per mancanza di spazi altrove. In termini di costi - benefici sembra una valutazione improponibile e squilibrata, se si considera che priverebbe il mondo di un pezzo della nostra storia. A Pianosa perderemmo un pezzo di rarità naturali dopo che faticosamente è stata riaperta al pubblico.

Pianosa attualmente è un carcere con un regime leggero che ben si sposa con la tutela dell'ambiente grazie all'impiego delle risorse umane detenute in attività di manutenzione di riqualificazione agricola e di accoglienza.

Sarebbe inoltre impopolare il taglio dell'opportunità economica, a ridosso di una stagione balneare già critica per la pesante crisi in arrivo, per armatori, guide, agenzie, e strutture ricettive, e anche le già esigue entrate del Parco verrebbero ridotte.

Come presidente del Parco, e come studioso ed esperto di ambiente, le chiedo di essere portavoce di una azione alternativa che coordini i Ministeri competenti a decidere sul futuro dell'Isola di Pianosa in un progetto comune e costruttivo che vada oltre l'immediata soluzione di un problema contingente per la Giustizia, per una visione lungimirante e rispettosa dei dettati comunitari sull'ambiente. Il Ministero delle Finanze, il Ministero di Giustizia, il Ministero dei Beni culturali e quello dell'Ambiente, nel 2000 proposero un protocollo d'intesa per far rivivere l'isola mettendo a tesoro natura, scienza, cultura, e turismo con progetti di valore. Oggi potremmo, con il suo aiuto, rielaborare e riconvertire l'isola, non a carcere duro, ma a gioiello della natura, già riconosciuto come tale e protetto dalla normativa europea. Il Parco non è mai riuscito, da solo, a ottenere soluzioni a lunga scadenza per la mancanza di un progetto strategico ministeriale di valorizzazione ambientale sull'isola che inquadrasse tutte le intrecciate competenze istituzionali che insistono su Pianosa. La invito pertanto a visitare l'isola per capire e toccare con mano la grande perdita di natura di quiete e di cultura che dovremmo subire e la grande opportunità per il suo Ministero di lanciare un progetto virtuoso di tutela ambientale di cui sono già disponibili tutti gli ingredienti.

Mario Tozzi

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