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UN'ISOLA SENZA INQUINAMENTO NE'ABUSI

Il Tirreno 21 gennaio 2007

Un'isola senza inquinamento né abusi Tozzi presenta il programma del Parco.
Accolto da star al De Laugier offusca anche Pecoraro Scanio e riaccende tante speranze sopite

PORTOFERRAIO. "Mi sono già visto presidente cacciatore, agricoltore, vigile, geologo... Ma il mio ruolo non è quello di occuparmi di tutto. Qui sarò l'ospite critico". Così Mario Tozzi ha esordito come secondo presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano, ieri nella sala del De Laugier, grande ma che aveva liberi solo posti in piedi. Tozzi ha cominciato proprio con il riferimento al presidente tuttofare dopo le sollecitazioni giunte dagli interventi, che hanno confermato quanto, rispetto all'istituzione del Parco, 11 anni fa, le cose siano cambiate nel territorio: se prima il timore era quello che l'ente nazionale si occupasse di tutto, ora questo è l'auspicio.

La fase ostile è alle spalle. Ora praticamente tutti vedono nel Parco (più che nell'ambiente) una risorsa per l'economia. Il legame ambiente-economia è stato sottolineato sin dall'apertura del convegno, che ha sancito la chiusura della matteoliana gestione commissariale e l'avvio della presidenza Tozzi. Ne hanno parlato subito Pietro Paolo D'Errico e Danilo Alessi, presidenti della Comunità del Parco e della Comunità Montana.

Accoglienza da star. E dal clima entusiasta e idilliaco di ieri, pare che sia alle spalle anche la fase di diffidenza verso Tozzi, geologo, ricercatore del Cnr e conduttore televisivo: gli è stata riservata un'accoglienza da star, che ha oscurato un po' anche l'attenzione per Alfonso Pecoraro Scanio, primo ministro di Prodi ad atterrare (è arrivato con l'elicottero) sull'isola. E se sul Parco si proietta l'idea condivisa di opportunità (rafforzata dalla visibilità di Tozzi), a mettere qualche paletto al sovraccarico di aspettative ci ha pensato Aldo Cosentino, superdirigente del dipartimento Protezione della natura del ministero, che del Parco è stato commissario ai tempi del ministro Matteoli. Alla platea Cosentino ha detto che non può essere chiesto all'ente nazionale e al suo presidente di fare mestieri non propri. Concetto rimarcato poi da Umberto Mazzantini (Legambiente, membro del direttivo del Parco) e dal presidente della Regione, Claudio Martini.

Una polenta al volo. Sono stati molti a prendere la parola, tanto che il ministro ha dovuto attendere per concludere il convegno, per mangiare un piatto di polenta cucinata dallo chef Alvaro Claudi e riprendere il volo. Ha parlato Mario Lupi, capogruppo Verde in Regione, che ha accennato all'accesso al credito per le aziende turistiche che vogliono rendersi più ecocompatibili; ha parlato Renzo Palmerini, uno che con i pannelli fotovoltaici ci lavora. Lorenzo Marchetti, presidente del Parco minerario, ha detto del "vergognoso spezzatino" delle aree minerarie che in passato hanno corso il rischio di essere vendute. Poi Giovanni Frangioni, presidente Esa, che ha rivelato di aver chiesto deroghe alla Regione sullo smaltimento dei rifiuti dell'Elba. Hanno preso la parola Egisto Gimelli, del Wwf e Rocco Basso, che a nome di Rifondazione e dell'Elba Social Forum ha sollecitato una sorta di moratoria sull'edificabilità, mentre il forzista Stefano Martinenghi vuole dal Parco più trasparenza. E ha parlato il presidente degli albergatori, Mauro Antonini, che ha messo su un orizzonte prossimo un conflitto possibile, quello fra il turismo nautico e il turismo balneare.

Le carte degli aspiranti vice Non sono mancati gli intervenuti dei tre principali candidati alla vicepresidenza del Parco. Ciascuno giocando le proprie carte: Catalina Schezzini, sindaco di Rio Elba, ha calato quella della passionalità con un forte richiamo all'isolanità; Milena Briano, assessore a Capoliveri, ha scelto un taglio ambientale e scientifico parlando di cetacei e di osservatorio; carta ambientalissima quella scelta da D'Errico, pure con riferimenti all'impazzimento del clima.

Le priorità dell'ospite no-oil E Tozzi? Il presidente ha aperto la fase delle conclusioni del convegno ribadendo l'obiettivo delle isole no-oil, ovvero di liberarle dalle emissioni inquinanti, "naturalmente se lo vorranno i cittadini". E ha indicato le priorità: istituzione dell'area marina protetta; lotta all'abusivismo; aumento della raccolta differenziata dei rifiuti; miglior utilizzo dell'acqua. Martini richiama al dialogo Poi è stata la volta di Martini. Ha detto che per rilanciare il Parco ci vuole "dialogo, coordinamento tra istituzioni e cambiamento di comportamenti da parte di tutti". Proteggere il mare Ma quello dell'Arcipelago, che Parco può essere se non ha le aree marine protette? La risposta l'ha data il ministro: l'area marina protetta è condivisa da tutti e va istituita al più presto. Contribuirà a rendere quello dell'Arcipelago "il fiore all'occhiello della rete dei Parchi italiani. Le persone oggi si rendono conto che il futuro dell'economia è l'ecologia e che recuperare un rapporto con i cicli naturali è fondamentale. Per quanto riguarda il territorio, si rendono conto che cementificare le coste allontana i turisti. Dobbiamo avere uno sviluppo razionale. Credo che ormai lo stia capendo tutta l'Italia. Se siamo riusciti a far partire la demolizione degli ecomostri in Calabria, a maggior ragione possiamo tutelare la Toscana e il resto d'Italia".

Luana Rovini

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