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PIANOSA, UN PARADISO A RISCHIO IDROCARBURI

Lisola 7 settembre 2006

Pianosa, un paradiso a rischio idrocarburi.
A distanza di pochi giorni una nuova marea nera ha rischiato di spiaggiarsi sulle coste dell'isola.
La Capitaneria di Porto indaga

CAMPO NELL'ELBA - Nuova minaccia per Pianosa, a distanza di appena una settimana. Domenica mattina intorno alle 11 circa, la motovedetta 553 della Capitaneria di Porto di stanza sull'isola ha avvistato una nuova macchia di idrocarburi nelle acque antistanti la costa est. Anche questa volta la macchia era molto estesa, più o meno delle stesse dimensioni dell'altra, lunga circa 5 miglia e larga circa 400 metri.

Era costituita soprattutto da olii e catrame di una certa densità e non doveva essere stata scaricata in mare da molto tempo, visto che erano presenti ancora sostanze petrolifere volatili che si degradano ed evaporano con la permanenza in acqua e al calore del sole. La macchia stava minacciando l'isolotto della Scola e Punta del Marchese, essendo giunta ad una distanza di circa mezzo miglio dalla costa. Si sono portati sul luogo la motovedetta della Polizia Penitenziaria e i mezzi antinquinamento del Ministero dell'Ambiente Marea e Fratelli Neri. Inoltre, su richiesta della Capitaneria di Porto di Portoferraio, il Comando generale delle Capitanerie di Porto ho disposto l'invio di un elicottero AB 412 per effettuare un monitoraggio dei danni ambientali arrecati.

Come noto l'isola di Pianosa è inserita nel Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano e nel Santuario Internazionale dei Cetacei. I mezzi coordinati dalla Capitaneria hanno lavorato per circa 24 ore per rimuovere completamente la macchia. A terra il Corpo Forestale dello Stato e gli uomini dell'Antincendio boschivo del versante occidentale hanno monitorato la situazione e rimosso il poco materiale che era riuscito a spiaggiarsi. Anche questa volta, le condizioni meteo marine hanno scongiurato il disastro.

Utile per arrestare l'arrivo a terra della macchia inquinante il posizionamento di panne assorbenti, in particolare all'interno del Porticciolo, dove erano state riscontrate tracce di catrame. Il fronte dell'inquinamento ha minacciato anche la Villa Romana di Agrippa e la spiaggia di Cala Giovanna. Nella tarda mattinata di lunedì le acque erano già tutte bonificate.

L'episodio si configura identico a quello dei sette giorni precedenti. Anche in questo caso, sono stati ripuliti i serbatoi di una grossa imbarcazione, petroliera o nave mercantile. La Capitaneria di Porto ha iniziato le indagini per accertare la natura del materiale inquinante e per individuare i responsabili. Intanto stanno procedendo le indagini anche per il primo episodio d'inquinamento. A giorni dovrebbero arrivare i risultati delle analisi effettuate sui campioni di materiale prelevato in mare, dopo di che si cercherà di individuare le imbarcazioni che risulteranno compatibili con i vari controlli incrociati su rotte, orari e correnti.

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