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II "TORRIONE" DI PIANOSA E' VICINO AL CROLLO

Lisola 20 luglio 2006

II "torrione" di Pianosa è vicino al crollo

Problemi di carattere strutturale hanno spinto il Comune di Campo ad interdire l'accesso alla parte interna dell'isola passando dalla storica struttura. Complessa la ristrutturazione del monumento, che non rientra tra le proprietà dell' Amministrazione comunale

CAMPO - Da alcuni giorni l'ex entrata principale alla parte carceraria dell'isola di Pianosa è stata nuovamente chiusa. Il torrione con l'orologio, situato sull'arco d'ingresso, è da tempo pericolante, attraversato da profonde fessure che ne fanno temere il crollo. La decisione di interdire la zona è stata presa dal Comune di Campo nell'Elba allo scopo di garantire l'incolumità fisica delle persone.

Dovrebbe trattarsi, comunque, di una misura preventiva e provvisoria, in previsione di un consolidamento definitivo della struttura, anche se al momento la situazione pare piuttosto complicata. Le condizioni strutturali degli edifici che si trovano nell'unico paese dell'isola piatta sono ben note. Molti fabbricati sono abbandonati da decine di anni e versano in uno stato di sostanziale fatiscenza.

Non fa eccezione il suddetto torrione che, dal lontanissimo 1885, da (o sarebbe meglio dire dava) accesso alla piazza fra le barriere, all'altezza dell'ingresso principale della Chiesa. L'orologio non batte più le ore da molto tempo, a causa di una grossa crepa che attraversa tutta la torre e che ne ha spaccato il quadrante. Altre fessure si trovano sui lati della facciata.

A completare il quadro ci pensano anche i cavi elettrici, letteralmente inchiodati alle mura, che contribuiscono a far allargare le crepe. In ogni caso, non si tratta di problemi strutturali differenti da quelli che si possono notare per molti altri edifici. Il problema oggettivo è che, sotto quella torre, fino a pochi giorni fa, passavano tutte le centinaia di visitatori che da lì avevano accesso alla parte interna dell'isola, o più semplicemente alla mostra fotografica allestita dagli "Amici di Pianosa".

Per questa ragione, lo scorso 6 marzo, il direttore della Casa di reclusione di Porto Azzurro, Carlo Mazzerbo, ha fatto presente al Comune di Campo nell'Elba (di cui Pianosa è frazione) la necessità di procedere alla messa in sicurezza del "torrione". Il problema è che la proprietà degli edifici di Pianosa è spartita tra vari enti pubblici, nessuno privato, che non sempre si trovano d'accordo. Il Comune di Campo, quindi, ha dato incarico ad un proprio tecnico di sbrogliare la matassa e di chiarire la situazione.

Circa il torrione il fatto è che (come si legge nella relativa ordinanza) "l'immobile non rientra tra le proprietà di questa Amministrazione, né lo stesso risulta in concessione". La Giunta Galli, a questo punto, non ha potuto fare altro che chiudere il passaggio "a chicchessia" promettendo che "si attiverà presso gli enti preposti, onde sensibilizzarli a provvedere al consolidamento del fabbricato".

Per ora, va precisato, fanno bella mostra di sé non gli auspicati ponteggi per l'esecuzione dei lavori ma solo le classiche fettucce bianco-rosse, che impediscono il passaggio. Nel frattempo i visitatori possono passare attraverso il ristorante o la strada che costeggia la spiaggia. Sarà una situazione provvisoria, in attesa del crollo? La risposta, secca, del vicesindaco Roberto Soria non lascia presagire alternative. "Noi non possiamo fare altro", dichiara salomonico.

Roberto Miliani

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