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PIANOSA E I FREQUENTATORI ESTIVI

Elbareport aprile 2005

PIANOSA E I FREQUENTATORI ESTIVI

Sul giornale l'Isola del 12/04 c.a. e in un articolo su Elba Report del 17 dello stesso mese si snocciolano alcune prospettive sulla prossima gestione estiva di Pianosa, scaturita dai recenti accordi fra PNAT e Comune di Campo nell'Elba. Prospettive prive di qualsiasi fantasia, mere ripetizioni di situazioni già vissute e che malinconicamente si ripetono senza alcun bagliore di sana programmazione, meno che mai di rispetto ambientale. L'Associazione per la Difesa dell'isola di Pianosa condivide molte delle perplessità espresse nell'articolo del 12/04 firmato da Legambiente Circolo dell'Arcipelago Toscano, anche se non si riconosce affatto nella definizione di "frequentatori estivi dell'Isola gestiti dall'Associazione Amici di Pianosa", espressa con un velo di mal celata ostilità.

L'Associazione mantiene sull'isola una mostra nella quale sono raccolte foto, documenti, poster scientifici e divulgativi, copie di testi e mappe storiche, nonché qualche oggetto che "mantengono in vita" le stanze della ex direzione del carcere facendole ancora brulicare di persone interessate (oltre 10.000 sono state le presenze nel corso del 2004), arricchite e informate una volta uscite. E' un esempio raro nell'arcipelago, certamente unico per Pianosa, di come si possa sostenere col solo volontariato un'attività culturale tesa a mantenere in vita il cuore dell'isola e cioè la sua storia, le sue tradizioni, gli stili di vita di chi vi ha vissuto, la memoria degli eventi. I "frequentatori estivi" vorrebbero esserlo per molto più tempo, ma sono spesso osteggiate le richieste di tenere una sede permanente sull'isola con persone che mantengano aperta la mostra in modo continuativo e non stagionale. Eppure l'Associazione rispetta le regole suggerite e imposte e forse è l'unico caso di soggetto che paga per essere presente e per dare a Pianosa. Il nostro affitto mensile versato al demanio è di 581,62 euro e tutte le opere di manutenzione sono fatte a nostro carico. Non credo ci siano altri casi sull'isola da tempi lontanissimi, forse non ci sono mai stati. Ci siamo resi e siamo disponibili per eventuali operazioni di pulizia dei litorali o di altri ambienti che ci vengano indicati, siamo stati punto di riferimento per chi è venuto a studiare e lavorare sull'isola, ci siamo adoperati nelle piccole calamità quando si sono verificate, abbiamo dato formalmente la nostra disponibilità alla Protezione Civile Di Campo nell'Elba in caso di necessità. Non ci riteniamo "frequentatori estivi", e la nostra presenza ed esperienza acquisita in più generazioni, ricordiamo che molti di noi sono nati o hanno vissuto anche per più generazioni in Pianosa ci fa essere molto dubbiosi e sospettosi su tante situazioni che si vanno realizzando negli ultimi tempi.

Il problema più importante sembra quello del numero di visitatori che frequenterà giornalmente Pianosa nella prossima stagione, quante saranno le residenze stabili, quanti pernottamenti. Laconicamente si può dire che si tratta di un falso problema, in quanto l'unico numero valido è quello fornito da uno studio della Provincia di Livorno nel momento in cui Pianosa fosse garantita di tutti i servizi che competono ad un luogo civile, ma oggi Pianosa non lo è, e parrebbe indecoroso oltre che ripetitivo elencarne le motivazioni... la costa con permesso di balneazione è lunga meno di 300 m, non tutti coperti di sabbia, anche solo 100 bagnanti offrirebbero una spettacolo indecoroso per un Parco Nazionale.

Tutto l'interesse che circonda Pianosa è meramente commerciale, niente, o poco, dei proventi o delle attività viene reinvestito sull'isola o per migliorare il controllo del suo ambiente terrestre e marino. Solamente nell'estate del 2003 la Prefettura di Livorno, con il finanziamento del Ministero dell'Ambiente si è adoperata per opere di pulizia e messa in sicurezza, unica eccezione, tra coloro che gestiscono le attività di sostegno ai visitatori: la nostra Associazione e la Cooperativa San Giacomo. Per due anni il Cigno Verde è stato presente a Pianosa, con opere meritorie e purtroppo non più ripetute, risiedeva nella casa dell'Agronomo, almeno esternamente la più bella dell'isola. Forse sarebbe stato meglio continuare quell'impegno.

Quest'anno poi oltre alle persone che affolleranno la spiaggia avremo gavitelli e barche ormeggiati dalla Punta del Marchese fino a Cala S. Giovanni e numerose visite subacquee del tipo "immergiti e fuggi" condotte dalla flotta dei Diving elbani che a Pianosa non lasceranno neanche una foto sbiadita in un cassetto. Qualcuno rimpinguerà con l'occasione le proprie casse e a Pianosa cadrà qualche altro muro, soffitto...scegliete voi, dopo quello della Chiesa quale sarà il prossimo?

Sono ormai molti anni che come Associazione abbiamo smesso di fare proclami scandalistici, che su Pianosa sono decisamente troppo facili, seguendo una linea più propositiva basata sulla collaborazione dando suggerimenti ma soprattutto disponibilità agli enti interessati.

Forse è giunto il momento di coordinarci tutti insieme: PNAT, Comune, Amministrazione Penitenziaria, Coop S. Giacomo, Legambiente e la nostra Associazione e il WWF, che negli ultimi tre anni, anche se per brevi periodi, opera sull'isola con le mansioni che una volta svolgeva legambiente, e scegliere un percorso di recupero e fruibilità condiviso ma soprattutto proficuo per Pianosa. Il Cigno Verde ha lanciato il primo sasso, ora continui, la nostra idea l'abbiamo esposta e rimaniamo come sempre a disposizione di chi vuol discutere del futuro dell'isola.

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