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PIANOSA

Panorama, 30 agosto 2001

Pianosa

Prima dell'estate sembrava tutto pronto o quasi, per l'aggregazione dell'ex colonia penale di Pianosa nel parco all'Arcipelago Toscano, che già raccoglie le altre isole della regione. Era pronta a trasferirsi sull'isola e a creare una fattoria dedita all'agricoltura biologica, una comunità di monaci cistercensi. Pronti il Cnr e l'Università di Pisa a impiantarvi un centro di ricerche sul clima. Mancavano solo, piccolo dettaglio, i soldi: una ventina di miliardi necessari a recuperare le strutture fatiscenti e a liberare l'isola dai rovi.

Ma a incrinare il sogno è arrivata l'ipotesi del guardasigilli Roberto Castelli di un riutilizzo di Pianosa a fini detentivi. Proposta comprensibile: con 57 mila carcerati e soli 44 mila posti disponibili, anche le mille brande dell'ex casa penale, mantenute in buona efficienza, possono essere utili.

Un'idea sulla quale, però, sono subito piovute la contrarietà del ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, e le proteste degli enti locali: "Non se ne parla neppure" ripetono in coro il presidente del Parco, Giuseppe Tanelli, la Regione Toscana, la provincia di Livorno e il Comune di Rio dell?Elba, competente per territorio. Una controversia destinata a scoppiare, si sussurra in ambienti ministeriali, dopo le vacanze.

S.T.

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