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SU PIANOSA LE MIRE D'IMPRENDITORI E POLITICI

Il Tirreno 5 giugno 2001

Parla Nino Martino, che ha lasciato il Parco per la Lipu
"Su Pianosa le mire d'imprenditori e politici"
"Vogliono trasformarla in una piattaforma per fare soldi"

PORTOFERRAIO. È stato il primo direttore del Parco nazionale dell'arcipelago toscano (Pnat). Da ieri è a Parma: direttore nazionale della Lipu (Lega italiana protezione uccelli). Nino Martino ha lasciato l'isola, e l'incarico al Parco, con qualche rammarico, parecchie soddisfazioni e un suggerimento agli elbani: trovare il coraggio per fare scelte importanti su traffico, rifiuti e mare.

"Al Parco ho fatto un'esperienza molto positiva - dice Martino -. Quando sono arrivato c'erano la dottoressa Berti da Pomonte, il professor Tanelli da Firenze in una stanza del dottor Bolano. Oggi i concorsi sono alla stretta finale. La cosa di cui sono più contento è la Casa del Parco di Marciana. Ho avuto il piacere di montare personalmente, con l'artista Pino Fabbri, la coda della balena di legno di 3 metri. Poi ci sono i progetti approvati per Sant'Ilario e Rio Elba, una volta completati l'Elba avrà 3 contenitori d'eccezione, motore per il turismo anche di bassa stagione".

La squadra. "Persone come Gherarducci, Banfi, Merlini mi hanno aiutato a costruire la squadra. Quando sono arrivato al Parco c'erano 40 miliardi di residui passivi, poi diventati 60; ora i miliardi sono 10".

Il cruccio. "Il cruccio è di non aver fatto abbastanza per il mare. Troppe competenze...".

Pianosa. "Pianosa ne è l'esempio: ministeri delle Finanze e della Giustizia, Comune, Parco... Ciò ha portato alla difficoltà di realizzare le grandi cose (di piccole ne abbiamo fatte molte), ma quando abbiamo messo piede sull'isola sembrava che fosse appena finita una guerra. La chiusura della gestione penitenziaria è stata frettolosa e il non aver accettato il "carcere aperto" è stata la causa principale dell'abbandono. Poi le mire speculative di imprenditori e politici elbani che sperano di trasformare Pianosa in una piattaforma galleggiante per fare soldi. Il fatto che alcune volte siano stati colti in fragrante cittadini, addirittura anche un esponente delle forze dell'ordine, a pescare abusivamente è il segnale di quanto poteva succedere e, grazie alla vigilanza, non è successo".

Il consiglio: "All'Elba ci vuole il coraggio politico per affrontare i nodi rifiuti e traffico. Basterebbe che i sindaci dei Comuni con il porto - Portoferraio, Rio Marina e Porto Azzurro - emettessero ordinanze vietando l'ingresso a merci con contenitori di plastica non riciclabile: diminuirebbe il conferito in discarica e in mare dando segnali di civiltà al turismo di qualità. Poi il traffico, credo che la destagionalizzazione debba diventare la politica dell'Elba e che Apt, Parco, Comuni, Regione dicano: "A luglio e agosto l'isola non può sopportare più di tot auto".

L'amarezza "è quella di aver assistito alle dimissioni dal direttivo di Marino Garfagnoli (uno intelligente che ha lottato per il Parco): il suo travaglio doveva essere un momento di riflessione".

Luana Rovini

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