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IL CNR STUDIA L'EFFETTO SERRA A PIANOSA

Il Tirreno venerdì 22 dicembre 2000

Con un laboratorio i ricercatori analizzano gli scambi di anidride carbonica fra superficie terrestre e atmosfera
Il Cnr studia l'effetto serra a Pianosa
E il Parco cofinanzierà gli acquisiti di auto elettriche e impianti solari

PORTOFERRAIO. Non ci sono lavorazioni inquinanti e l'aria non è intossicata dai gas emessi da motorini, auto, bus o tir ed è per questo che lo Iata del Cnr ha scelto Pianosa per realizzare un laboratorio che ha lo scopo di scoprire i meccanismi che producono l'effetto serra, quello che secondo molti studiosi sta mettendo in pericolo la vita sulla Terra. Un'iniziativa sostenuta dal Parco nazionale, che mercoledì ha deliberato anche un programma di sensibilizzazione e cofinanziamento finalizzato alla diffusione dei mezzi a trazione elettrica nell'area protetta.

Il programma di sensibilizzazione si concretizzerà in un bando rivolto sia a enti pubblici che a privati che vorranno utilizzare mezzi di trasporto elettrici e-o impianti di riscaldamento solari, vale a dire sistemi che non producono quei gas che causano il riscaldamento del pianeta.

Secondo una prima ipotesi, il contributo che potrebbe attivare il Parco nazionale dovrebbe aggirarsi intorno al 20% del costo complessivo.

Convinto che "le grandi problematiche globali sono la sommatoria delle piccole problematiche locali", il consiglio direttivo del Parco nazionale, durante la seduta di mercoledì ha deliberato l'attivazione del programma di sensibilizzazione e ha dato il patrocinio a Pinosa-lab dello Iata (Istituto per l'agrometeorologia e l'analisi ambientale applicata all'agricoltura), attivato nell'inverno scorso e già al centro delle attenzioni del mondo scientifico nazionale (ha ricevuto l'invito a partecipare al congresso dell'American Geophisical Union - Agu - in programma per il dicembre 2001 a San Francisco).

Ma a Pianosa che cosa studia, esattamente, lo Iata? "L'Istituto sviluppa le sue ricerche sugli scambi di anidride carbonica - il più consistente tra i gas serra - fra la superficie terrestre e l'atmosfera - risponde il presidente del Parco, Giuseppe Tanelli -, contribuendo così all'acquisizione delle informazioni sulle variazioni climatiche nell'Arcipelago toscano e informazioni sui fenomeni di tropicalizzazione del clima riguardanti il territorio sud europeo e, più in generale, del bacino mediterraneo".

Sull'isola i ricercatori del Pianosa-lab hanno installato una stazione meteorologica fissa che da diversi mesi registra in continuo le condizioni climatiche dell'isola: "Informazioni - prosegue Tanelli - che tra l'altro trovano subito una precisa utilizzazione anche ai fini della pianificazione delle attività agricole che si svilupperanno a Pianosa". I responsabili scientifici della ricerca condotta da Pianosa-lab sono Franco Miglietta e Francesco Primo Vaccari dello Iata, che hanno presentato già una serie di primi dati nel novembre scorso a Roma, durante i lavori dell'International Geosphere-Biosphere Program. Per Tanelli tutto ciò è "un ulteriore piccolo passo concreto, teso a definire le condizioni affinché all'Elba, Pianosa e nell'arcipelago si possa giungere all'allestimento di strutture atte alla didattica e alla ricerca universitaria in un cammino condiviso e partecipato con il tessuto istituzionale e sociale del territorio".

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